LE STORIE DI QUALITÀ

Racconti di artigiani tra esperienza e avventura

Famiglie, singoli uomini e donne raccontano, attraverso brevi video interviste, la propria avventura imprenditoriale e umana, che si nutre della forza di un territorio, e della solidità di una tradizione millenaria, ogni volta superata nella volontà di sperimentare e di guardare con occhi nuovi al futuro.

Attraverso brevi interviste o dialoghi per immagini e parole, scopriamo come nasce una storia artigiana, come si sviluppa nell’esperienza delle generazioni, quali sono le domande a cui ha saputo rispondere, e con quali strumenti ha affrontato le sfide di ogni giorno.

Si tratta di storie fortemente connotate per il loro stare sul territorio, in Valle Camonica, con tutto ciò che questo comporta: sentirsi ai margini della città e dello sviluppo più innovativo; ma sentirsi parte di una comunità e di un ambiente unici e indissolubili.  

Sono storie di imprenditori che hanno affrontato l’avventura artigiana con la consapevolezza delle tante difficoltà alle quali andavano incontro: nonostante ciò non hanno desistito, e oggi il loro lavoro è un pezzo di racconto eroico di questa Valle dei Segni.

IL SEGNO TIPOGRAFICO / Simone Quetti

Il Segno Tipografico è innanzitutto un museo, che nasce il 27 aprile 2009 dalla passione di Simone Quetti, in un territorio particolarmente ‘vocato’ alla comunicazione visiva. Si propone da subito come un progetto molto più articolato di una semplice esposizione di oggetti o dell’amarcord di un mestiere d’altri tempi.  L’antica ‘arte’ camuna con le incisioni rupestri di Capo di Ponte sempre in Valle Camonica inaugurò i primi rudimenti di una rappresentazione grafica impressa e ‘stampata’ su un supporto ‘durevole’; molti secoli dopo la tecnica tipografica rivoluzionò la comunicazione perché consentì la riproduzione seriale e la diffusione del sapere attraverso la stampa sulla carta.
Così in Valle Camonica molte furono le stamperie e le tipografie che alimentarono una produzione artigiana di qualità, segno di una vitalità culturale e di una creatività editoriale che ha fatto “scuola” in tutta la provincia bresciana.
Segno Artigiano racconta tutto questo: molto più di un museo dunque, una memoria attiva di ciò che è stata e che deve essere la cultura tipografica. Quasi tutti i macchinari collocati all’interno del Museo sono perfettamente funzionanti e durante le visite sarà possibile dare dimostrazione della loro attività: il museo, da luogo di raccolta e documentazione, diventa così una testimonianza vivente della creatività artigiana che spazia dalla produzione di carta di vario genere, alla stampa e alla confezione di opuscoli e piccoli libri d’artista.

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Antonio e Pietro Sandrini

La bottega artigianale di Antonio Sandrini è un luogo intriso di magia, che porta in sé la tradizione secolare dell’intaglio artistico che si specchia negli altari barocchi delle chiese di Ponte di Legno e in tutta l’Alta Valle Camonica.
Il legame della famiglia Sandrini con il legno inizia già nel 1925, quando il padre di Antonio apre un laboratorio che, di generazione in generazione, tramanderà la storia della famiglia e l'anima del legno del territorio.
“Facciamo ciò che ci piace fare. Il lavoro ogni giorno è diverso, c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Con passione”: il signor Antonio ha imparato il mestiere già da piccolo osservando il padre, con il suo saper fare manuale, nella scelta dei materiali e delle tecniche, nel sapiente utilizzo degli strumenti di lavoro.
Oggi la sua bottega si occupa di intaglio ligneo con decorazioni floreali, di scultura con raffigurazioni di soggetti umani ed animali, di scene evangeliche e di vita quotidiana, in modo classico e moderno. Tutto tondo, bassorilievo, altorilievo... per Sandrini l'arte del legno non ha limiti. Al suo fianco, il figlio Pietro fa propria una tradizione che viene da lontano e che guarda al futuro.

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ARCHE' Laboratorio Artigianale

Il laboratorio artigianale ARC.H.E', inaugurato nel 2004, è un'iniziativa di Arcobaleno Società Cooperativa Sociale - Onlus.
Si tratta di un luogo dove le persone con disabilità, ragazzi e ragazze, possono sperimentare il contesto occupazionale lavoro-produzione-vendita. Ogni prodotto viene realizzato avvalendosi del supporto tecnico di consulenti esperti, volontari, artigiani e educatori che stimolano i ragazzi disabili ad utilizzare tutte le loro risorse ed il loro impegno per dar vita a prodotti caratterizzati dalla qualità delle materie prime e dal pregio della fattura a mano.
Oggi il laboratorio artigianale ARC.H.E', grazie all'opera di educatori e volontari, conta numerose produzioni diversificate, a partire dal legno, dalla lana e dal feltro, e anche un piccolo punto vendita nel centro storico di Breno, nel quale si provano le attività a misura di cliente, e si raccolgono fondi per sostenere progetti sociali fortemente legati al territorio.

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ARTIGIANATO CAMUNO DEL LEGNO

In un giro panoramico nella storica bottega dell’Artigianato Camuno del Legno si scopre una produzione vastissima di arredi, complementi di arredo e sculture che differiscono per soggetti e per tipi di lavorazione: la loro caratteristica principale è l'intaglio tradizionale e la decorazione manuale.
Spinti originariamente dalla creatività dell'artista camuna Franca Ghitti, i fratelli Donati producono da oltre 30 anni pannelli intagliati con rappresentazioni di riti contadini, oggetti d’arte sacra, mobili, soprammobili, animali e personaggi che ammiccano, fra il sacro ed il profano e molto altro. Proprio la grande vastità del repertorio consente a questi “Artisti Artigiani” di sottrarsi ai rischi della ripetitività e questo ha permesso loro di rappresentare una vera eccellenza che li ha spinti ben oltre il territorio camuno.
Oggi Artigianato Camuno del Legno è un'eccellenza dell'artigianato lombardo e conta 3 sedi distribuite in Valle Camonica: il negozio a Darfo Boario, lo showroom con laboratorio a Braone e il negozio a Ponte di Legno.

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CREA / concrete design

Il cemento è da sempre una passione della famiglia Piccinelli, che sin dal 1950 ha capito come  trasformare questo composto in oggetti di alta qualità materica ed estetica, legati al design contemporaneo.
CREA elabora l'intrinseca espressione e molteplice versatilità del cemento per "creare" e non semplicemente per produrre: lavora per i più importanti designers internazionali, con invenzioni leggere, processi innovativi, strutture eleganti ed armoniche.
Con CREA scopriamo che non c’è un solo cemento: per realizzare i suoi oggetti utilizza cemento bianco, grigio, premiscelato e speciale. Oltre al colore naturale del cemento si possono ottenere diverse tonalità aggiungendo nel getto polveri di marmo ed ossidi naturali. La superficie dell'oggetto avrà infine la finitura richiesta: dal liscio post-cassero, alla sabbiatura, alla levigatura sino ad avere una texture personalizzata, dando vita a bassorilievi ed affreschi su cemento.
CREA realizza gli oggetti utilizzando energia elettrica prodotta in modo ECO-SOSTENIBILE dal sole della Valle Camonica.

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DUCOM

La storia DUCOM affonda le sue radici nella terra degli antichi Camuni, la Valle Camonica, luogo in cui ferro e fuoco, fin dall’antichità, sono parte integrante dell’uomo e del suo territorio; una vallata ricca già dalla preistoria di miniere di ferro e fucine. È Giovanni Ducoli, fabbro carpentiere classe 1960, spinto dall’amore per il proprio lavoro, che fonda DUCOM nel 1990 in un garage di pochi metri quadri. DUCOM inizia da subito a realizzare scale, ringhiere, soppalchi, inferriate e ad occuparsi di manutenzione industriale.
Nel 2004 l’attività si sposta a Niardo dove l’acquisto della nuova officina e di attrezzature all’avanguardia è il passo decisivo verso la realtà che oggi potete scoprire.
Seguendo la strada del coraggio, della passione e della creatività nasce infine DUCOM DESIGN, una divisione dell’azienda specializzata nella creazione di oggetti unici ispirati al territorio: gioielli, complementi d’arredo, soluzioni per l’illuminazione, opere per artisti contemporanei, accessori per la casa e la persona. Un percorso verso la creatività e l’innovazione che continua tutti i giorni.

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FALEGNAMERIA AGOSTINI

Nel cuore della Valle Camonica, Falegnameria Agostini trova spazio in un’antica struttura nel centro storico di Losine. Le volte e le cantine sapientemente restaurate accolgono moderne tecnologie per la falegnameria e soprattutto la grande passione di artigiani che hanno fatto della lavorazione del legno la loro stessa vita.
Falegnameria Agostini fonda le proprie radici nella secolare tradizione camuna dell’artigianato ligneo. Circondato dagli splendidi boschi della Valle Camonica e spinto dal desiderio di esprimere la propria creatività, Andrea Agostini nel 1996 intraprende la strada artigiana, lavorando con umiltà e passione, ogni giorno, allo scopo di migliorare se stesso e il suo prodotto.
Una passione trasmessa anche ai figli Sara e Mattia, che hanno dato nuove energie all’azienda, per investire in macchinari tecnologicamente avanzati e in progettazione 3D per incrementare e migliorare ogni singolo dettaglio della lavorazione tradizionale.
Anche la Falegnameria Agostini cammina lungo la strada dell’innovazione, e numerosi sono i progetti per diffondere il “mobile a km zero”, alla portata di tutti, a misura di ciascuno.

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Gianluca Chiminelli

Gianluca Chiminelli nasce nel 1960 da una famiglia di musicisti. Già all'età di quindici anni inizia a coltivare la sua grande passione per  "l'Organo" e parallelamente intraprende lo studio del violoncello presso il Conservatorio di Brescia dove si diploma con il massimo dei voti e la lode nel 1979 sotto la guida del M.° Giuseppe Laffranchini. Nell'anno successivo, vince il concorso come violoncellista nell'orchestra del "Teatro alla Scala" di Milano, nel cui organico rimane per quindici anni.Tale formazione sarà di notevole aiuto, soprattutto nelle fasi delicate di intonazione e accordatura degli Organi. Dopo oltre vent'anni di condivisione tra l'attività di organaro e quella di musicista, dal 1995 decide di dedicarsi a tempo pieno all'Organo, collaborando con le Soprintendenze ai Beni Ambientali ed Architettonici di Venezia, "Brescia-Mantova-Cremona" e di Bergamo, ora confluite in materia di Organi storici negli uffici della Direzione Regionale con sede in Milano. Al suo attivo numerosi interventi di restauro fra gli altri di autori quali: "Serassi", "Bossi", "Tonoli", "Bianchetti", "Grigolli", Mottironi", svolgendo con passione e meticolosità ogni singola fase di lavoro nel più scrupoloso rispetto del manufatto e mirando a valorizzarne le specifiche peculiarità timbriche. Nel 2002 ha ultimato la costruzione di un nuovo grande strumento a trasmissione interamente meccanica a due manuali e ventisei registri con 1430 canne, realizzando personalmente ogni singolo componente, cassa compresa.

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Gina Melotti

Monno è un piccolo paese di 500 abitanti, in Alta Valle Camonica. Da secoli le abitazioni del borgo sono popolate di telai su cui abili mani femminili realizzano tessuti e “pezzotti” di ogni tipo.
Un tempo, il lino e la canapa venivano seminati in paese per ottenere il filo per la tessitura, raccolto in rocche. Il filo veniva poi passato sull'orditore, per formare lunghe matasse che venivano successivamente intrecciate e montate sul telaio per la lavorazione. Il materiale veniva poi cardato e lavorato per produrre lenzuola, panni per la campagna, sacchi per i prodotti del terreno e tutti i prodotti del mondo familiare e economico della vita contadina.
Oggi vive ancora la tradizione dei “pezzotti”; tappeti ottenuti tagliando gli stracci in piccole strisce che poi vengono tessute al telaio manuale: è così che i pezzotti sono diventati negli anni il simbolo di una tradizione che lotta per non scomparire. Nell’ambito della Rassegna di arte contemporanea "Aperto", che si tiene da dieci anni in Valle Camonica, Gina Melotti ha collaborato con artisti di fama internazionale quali Stefano Boccalini, Umberto Cavenago, Ettore Favini, Claudia Losi, Angelo Sarleti, Wurmkos per la realizzazione di pezzotti d’artista.
Oggi la signora Gina è tra le pochissime donne di Monno e dell’intera Valle Camonica che continua a tener viva questa tradizione artigianale, che lei stessa ha ricevuto da un'anziana signora del paese che l'ha introdotta al telaio: il suo desiderio più grande è di poter trasmettere a sua volta questo patrimonio alle giovani generazioni.

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GNARO / Uberto Morandini

A Bienno, antico borgo medioevale, la famiglia Morandini Gnaro, orgogliosa delle radici storiche da cui sente essere cresciuta, fonda nel 1964 una ditta individuale con la quale Andrea, comincia a produrre secchi in ferro; un primo prezioso risultato ottenuto con il maglio ad acqua. Negli anni '70 si continua con la produzione di attrezzi edili e agricoli e la realizzazione di oggetti artigianali, come le tradizionali padelle per castagne.
Ma l’azienda è da sempre aperta all’innovazione e ha voglia di percorrere l’avventura del design.
Nel 1986, i tre fratelli, Achille, Tommaso e Uberto, arrivano a realizzare la flora futuristica di Osvaldo Bot: 80 fiori di ferro lavorati a mano e laccati, che verranno poi esposti a Palazzo Grassi a Venezia.
Il laboratorio e la fucina Gnaro sono oggi arte e passione per i metalli a disposizione di tutti i creativi che vogliono realizzare sogni tridimensionali in metallo.

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Lucio Avanzini

“La mia terra è come la mia mamma. Sono le mie radici, non potrei mai abbandonarla”. Nel cuore dell'antico borgo di Bienno, Lucio Avanzini lavora in una piccola bottega i rami di salice e nocciolo, come gli antichi abitanti della Valle Camonica: un sapere contadino tramandato attraverso i secoli di generazione in generazione, appreso dagli anziani del territorio e dal loro racconto orale.
Dopo il taglio e il trattamento, secondo i dettami dei cicli lunari per ottenere una materia prima ottimale, i rami vengono accuratamente selezionati e successivamente intrecciati a mano per la creazione di cesti, l'impagliatura delle sedie, la creazione di rivestimenti e accessori intrisi di storia e di tradizione.
“Abbiamo una responsabilità verso le generazioni che verranno, dobbiamo continuare a farlo con passione” è la testimonianza sincera di Lucio Avanzini, che guarda la tradizione e il futuro dalla sua piccola bottega di Bienno, uno dei Borghi più belli d’Italia.

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Mauro Poiatti

Un’accurata scelta del pellame, opportunamente trattato con i migliori processi di concia, ed il successivo processo di lavorazione del prodotto, sono fattori determinanti per ottenere oggetti raffinati e di qualità: sono questi gli elementi che hanno distinto fino ad oggi, il lavoro di Mauro Poiatti.
Mauro trasforma il pensiero in materia, sviluppa l’idea con passione ed amore, e attraverso il lavorio delle mani plasma il cuoio grezzo in manufatti inimitabili: da questo suo personale “saper fare” nascono borse e contenitori, cartelle e buste, raffinate cinture e fibbie, oggetti studiati per ogni desiderio.
Il cuoio lavorato da Mauro, artigiano in Valle Camonica, riprende a vivere negli accessori di persone esigenti e moderne che aggiungono un tocco di eleganza nel rispetto della tradizione locale. Stiamo parlando in tutta evidenza della saggezza di un mestiere antico, riscoperto da un artigiano moderno.

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PRESTORIK

“Noi non facciamo abbigliamento: facciamo cultura, usando i segni del territorio”. Dietro ad ogni maglietta di Prestorik c'è un'idea, una storia che viene da lontano e che ci parla della Valle Camonica. Paolo e suo fratello danno vita a Prestorik nel 2004, dopo un'esperienza all'estero: un brand dotato di un'identità retrò ispirata al background storico e naturalistico delle Alpi. Punto di partenza è sempre un'idea, che diventa concreta con un disegno a matita che inizia a delinearsi grazie alla tecnologia; il manuale, il vettoriale e il fotografico si sovrappongono e precedono l'utilizzo della serigrafia, del ricamo, dell'applicazione di borchie e altri tessuti, fino alla stampa vera e propria delle magliette e delle felpe. “Noi artigiani creiamo un prodotto unico: con le mani, con la testa, con il cuore”.

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SCUOLA IN FUCINA

“Noi non siamo artisti che fanno opere d'arte, ma dei bravi forgiatori”. Carlo Pedretti, fabbro del borgo di Bienno, da anni tramanda e racconta l'identità più profonda dell'arte della forgiatura a maglio. Attraverso l'associazione “Scuolainfucina” i fabbri e le fucine del borgo si sono unite in rete, condividendo idee e progetti, oltre che un'amicizia. “Più allarghiamo le nostre frontiere, più cresciamo”: dopo l'adesione al progetto “Anello Europeo” che vede in rete 18 città del ferro europee, è nato il triennio di “Lavorazione artistica dei metalli” per trasmettere questa tradizione ai più giovani. Tre classi di ragazzi che, giorno dopo giorno, imparano il mestiere a stretto contatto con i forgiatori: per guardare oltre alle singole botteghe, verso un futuro artigiano.

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Silvia Angeloni

Dopo lo studio all'Accademia Di Belle Arti, Silvia Angeloni ha scoperto la raffinata arte orafa e ne ha fatto un mestiere e una scelta di vita: “E' stato il destino a guidarmi”. Prima a fianco di un orafo esperto che le ha insegnato le tecniche e gli strumenti del mestiere, e ora nel suo laboratorio nel cuore di Breno, Silvia applica il suo “saper fare” ad un materiale, l'oro, ricco di fascino e di storia. Le creazioni di Silvia sono piccoli pezzi che nascono da un'idea e prendono poi forma attraverso un disegno e un progetto precisi. “Lavorare l'oro significa realizzare un pezzo unico per la persona. Qualcosa di speciale e di raro, che sia solo per lei”.

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SOFFIERIA ARTIGIANA

Soffieria Artigiana è attiva da oltre 40 anni nel settore della lavorazione artigianale del vetro per uso chimico e farmaceutico.
I nomi di processi chimici e di importanti scienziati entrano ogni giorno nel laboratorio dell’azienda di Angolo Terme: qui si producono infatti strumenti per determinare l’acidità volatile, apparecchi di idrolisi, di Kipp, di Ledebur per la determinazione dell’arsenico negli acciai, di Marcusson per la determinazione dell’umidità degli oli minerali, e via di seguito. Si tratta di centinaia di prodotti in vetro che arrivano nei laboratori di analisi di tutto il Paese.
Nel laboratorio di Soffieria Artigiana vengono seguite tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione di qualsiasi componente in vetro: l’azienda si apre infatti a tutto il mondo dell’oggettistica in vetro, con produzioni individualizzate e un laboratorio destinato alle riparazioni e alla manutenzione di ogni tipologia di componente in vetro.
Un pezzo di futuro, che entra nel cuore delle montagne della più antica Valle Camonica.

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Stefano Cocchi

Percorrendo l’itinerario storico-culturale della “Via della Pietra”, nel comune di Braone, nel Parco dell’Adamello, è possibile conoscere l’antica arte degli scalpellini, uomini-roccia che esercitano da secoli l’arte di forgiare la pietra in oggetti, manufatti di arredo e suppellettili di ogni tipo. Grazie a loro la forma entra nella carne viva della montagna!
Gli scalpellini camuni infatti, meglio conosciuti con il termine dialettale di “pica prede”, abili nella lavorazione della tonalite, erano presenti in tutta la Valle Camonica e hanno tramandato nel tempo il loro sapere di padre in figlio.
È questo il caso di Stefano Cocchi, che eredita l’attività dal padre Antonio all’inizio degli anni ’90. Con l’introduzione di nuovi e semplici macchinari per la lavorazione della pietra, ottiene eleganti prodotti di vario genere, per arredo di esterni, nonché di decorazione e finitura.
In un ambiente semplice ed immerso nella natura, l’antico mestiere dello scalpellino si conferma come una grande sfida per il futuro, una vera avventura nel cuore artigiano del territorio.

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TRUCIOLI / Claudio Bolis

“L’avvenire è artigiano, non industriale”: ne è convinto Claudio Bolis, che con la sua attività di tornitura del legno s’è saputo reinventare e reinserire sul mercato con ottimi risultati e tanta soddisfazione dopo gli anni difficili dell’avvio nei prima anni settanta.
Da numerosi anni Bolis è attivo con TRUCIOLI, il suo laboratorio di torneria: lavora il legno in tutte le sue essenze e in tutte le forme, produce su progetto, su richiesta e inventa soluzioni per tutti gli oggetti e componenti in legno.
Il suo laboratorio si chiama TRUCIOLI perché il pavimento del suo atelier è sempre ricoperto di scarti di lavorazione del tornio. Un lavoro a tutto tondo dunque, proiettato nel futuro ma con una forte identità. Un artigiano vero, che inventa con le mani, come quelli di una volta.

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